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Chiedere i documenti ai clienti senza telefonare

Una richiesta chiara, al momento giusto, con due promemoria. E i messaggi già scritti, da copiare o scaricare in Word.

A cura di Ibisense, software per PMI e studi dal 2004 · Aggiornata il 14 ottobre 2026 · 6 minuti di lettura

Messaggi pronti (Word)

Un telefono appoggiato sulla scrivania

In uno studio professionale una parte enorme del lavoro non è il lavoro: è rincorrere i clienti per avere i documenti. Telefonate che non trovano nessuno, documenti che arrivano a pezzi e all'ultimo giorno, «me l'avevate chiesto?».

Quasi sempre il problema non è il cliente, ma la richiesta: fatta a voce, poco chiara, troppo tardi. Con una richiesta scritta bene e due promemoria al momento giusto, le telefonate si riducono a quelle davvero necessarie.

Cosa deve avere una buona richiesta

  1. Un oggetto che dice tutto: cosa serve e entro quando. «Documenti per la dichiarazione dei redditi — entro il 15 settembre».
  2. Un elenco puntato, un documento per riga, con il nome che usa il cliente («la certificazione della banca sul mutuo», non «quadro E»).
  3. Una data precisa, non «appena può». Meglio con qualche giorno di margine sulla scadenza vera.
  4. Come mandarli: rispondere all'email, caricarli su un link, portarli in studio.
  5. Una via d'uscita: «se un documento non ce l'ha, ci scriva». Il cliente bloccato da un documento introvabile spesso non risponde affatto.

I tempi: tre messaggi, non dieci telefonate

QuandoMessaggioA chi
30 giorni prima della scadenzaPrima richiesta, con l'elenco completoTutti i clienti interessati
10 giorni primaSollecito gentile, con l'elenco di quello che mancaSolo chi non ha mandato tutto
5 giorni primaUltimo avviso: cosa succede se non arrivanoSolo chi manca ancora
Quando arrivanoConferma di ricezioneChi ha mandato tutto

La telefonata resta, ma solo per chi non ha risposto all'ultimo avviso. Per sapere chi è, serve un elenco aggiornato: lo scadenzario clienti in Excel ha già le colonne «Chiesti il» e «Ricevuti».

I messaggi pronti

Copia, cambia le parti tra parentesi quadre, manda. Li trovi tutti anche nel file Word da scaricare.

Oggetto: Documenti per [adempimento] — entro il [data]

Gentile [Nome],
per preparare [la dichiarazione dei redditi] ci servono questi documenti:

  • [Certificazione Unica (CU)]
  • [Spese mediche e di farmacia dell'anno]
  • [Interessi del mutuo: certificazione della banca]

Ci servono entro il [data], così abbiamo il tempo di controllarli prima della scadenza. Può inviarli rispondendo a questa email. Se un documento non ce l'ha o ha un dubbio, ci scriva: la aiutiamo noi.

Grazie,
[Nome] — [Studio] — [telefono]

Oggetto: Promemoria: documenti per [adempimento]

Gentile [Nome], le ricordiamo che per [adempimento] ci mancano ancora: [documento]. Se li ha già inviati, non tenga conto di questo messaggio. Altrimenti ci servono entro il [data].

Oggetto: Ultimi giorni per [adempimento]

Gentile [Nome], mancano [5] giorni alla scadenza e non abbiamo ancora ricevuto: [documento]. Senza questi documenti non possiamo [presentare la dichiarazione] in tempo. Se ha bisogno di aiuto ci chiami al [telefono].

SMS e WhatsApp: solo per ricordare

Un messaggio breve sul telefono funziona bene come promemoria: «Buongiorno [Nome], per [adempimento] ci servono alcuni documenti entro il [data]: le abbiamo scritto l'elenco via email».

I documenti, invece, è meglio che non passino dalla chat: buste paga, spese mediche e documenti d'identità sono dati personali, in alcuni casi sanitari, e finiscono sul telefono personale di qualcuno. Meglio l'email o un sistema di caricamento dello studio.

Raccogliere senza perdere niente

  • Un indirizzo solo per i documenti (per esempio documenti@studio.it), letto da più persone, invece della casella personale di chi ha fatto la richiesta.
  • Una cartella per cliente e per anno, sempre con la stessa struttura.
  • Nomi dei file uguali per tutti: Rossi_Mario_CU_2026.pdf si ritrova in un attimo, scansione0034.pdf no.
  • Segna subito nello scadenzario cosa è arrivato: è quello che decide chi riceve il sollecito.

Quando conviene automatizzare

Con una ventina di clienti, email copiate a mano e uno scadenzario in Excel bastano. Con qualche centinaio, il tempo passa a decidere chi sollecitare e a copiare elenchi. A quel punto conviene che le richieste partano da sole alla data giusta, che il sollecito vada solo a chi non ha mandato tutto e che tu veda in un elenco cosa manca: è quello che facciamo con le automazioni per gli studi professionali.

Hai una domanda su questa guida o un caso che non è previsto? Scrivici a info@ibisense.it: ti risponde una persona.

Scarica gratis

Prima richiesta, sollecito, ultimo avviso, conferma e versione breve per SMS. Si apre con Word, LibreOffice e Google Documenti.

Messaggi pronti (Word)

Un professionista al lavoro tra portatile e appunti
Il passo dopo

Le richieste che partono da sole

La richiesta parte 30 giorni prima, il sollecito solo a chi non ha risposto, e tu vedi in un elenco cosa manca e a chi.

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