Vendere corsi online: piattaforma tua o marketplace?
Tre strade per vendere un corso online, con vantaggi e limiti di ciascuna. E le domande da farsi prima di caricare il primo video.
A cura di Ibisense, software per PMI e studi dal 2004 · Aggiornata il 14 ottobre 2026 · 6 minuti di lettura
Chi ha qualcosa da insegnare (un professionista, una scuola, un'azienda che forma clienti e rivenditori) prima o poi pensa a un corso online. La prima decisione non riguarda i video: riguarda dove metterli. E cambia tutto il resto: chi sono i clienti, chi decide i prezzi, quanto resta in tasca.
Le tre strade
| Marketplace di corsi | Piattaforma in affitto | Piattaforma con il tuo marchio | |
|---|---|---|---|
| Chi porta gli studenti | In parte il marketplace | Tu | Tu |
| Di chi sono i clienti | Del marketplace | Tuoi, nella piattaforma di altri | Tuoi |
| Chi decide i prezzi | Spesso il marketplace (sconti, promozioni) | Tu | Tu |
| Costo | Una parte di ogni vendita | Canone mensile, a volte più commissioni | Canone o progetto |
| Marchio e aspetto | Quello del marketplace | In parte personalizzabile | Il tuo, completo |
Il marketplace: visibilità in cambio di controllo
Pubblicare su un grande catalogo di corsi ha un vantaggio vero: qualcuno potrebbe trovarti senza che tu faccia pubblicità. In cambio, il marketplace trattiene una parte di ogni vendita, spesso decide sconti e promozioni, e soprattutto gli studenti restano suoi: non hai le loro email, non puoi proporre loro il corso successivo. Va bene per farsi conoscere, meno per costruire un'attività.
La piattaforma in affitto: veloce da aprire
Esistono servizi in abbonamento che danno subito una piattaforma per vendere corsi: carichi i video, metti il prezzo, incassi. È la strada più rapida per partire. I limiti arrivano dopo: personalizzazioni ridotte, funzioni che costano a parte, a volte commissioni sulle vendite, e un indirizzo che non è il tuo.
La piattaforma con il tuo marchio: per chi fa sul serio
Il tuo nome, il tuo indirizzo, i tuoi colori; gli studenti e i dati sono tuoi; prezzi, abbonamenti, pacchetti e sconti li decidi tu. È la scelta giusta quando la formazione è una parte importante del lavoro: una scuola, un ente che rilascia attestati, un'azienda che forma la rete vendita.
Le domande da farsi prima di scegliere
- Chi porta gli studenti? Se hai già un pubblico (clienti, iscritti alla newsletter, follower), non ti serve il catalogo di un marketplace.
- Vendi un corso o un percorso? Per un corso singolo basta poco; per abbonamenti, pacchetti e percorsi servono più funzioni.
- Ti servono attestati o certificati? Quiz, tracciamento delle lezioni seguite e certificati finali non ci sono ovunque.
- Lezioni dal vivo? Se oltre ai video registrati fai lezioni in diretta, meglio averle nella stessa piattaforma.
- Come incassi? Carta, PayPal, bonifico; fattura; abbonamenti che si rinnovano da soli.
- Se un giorno vuoi cambiare, ti porti via tutto? Video, studenti e storico devono poter uscire.
Un consiglio pratico
Prima di girare dieci ore di video, vendi il corso a un piccolo gruppo, anche dal vivo o in videochiamata. Le domande che ti fanno diventano la scaletta del corso registrato, e scopri prima se la gente è disposta a pagarlo.
Hai una domanda su questa guida o un caso che non è previsto? Scrivici a info@ibisense.it: ti risponde una persona.
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